Da Figueres a Barcellona

Il gran finale ti porta dall'estro di Figueres a Barcellona. Goditi le calette della Costa Brava e le foreste del Montseny, chiudendo l'avventura tra strade costiere, sterrati e sapori marinari.

Vista dall'alto della casa di Salvador Dalí a Port Lligat Cap de Creus Escala festa dei pescatori

Tra il genio di Dalí e le architetture di Gaudí

Dal genio di Dalí fino all'anima di Barcellona

Dalla Costa Brava ai vigneti urbani di Barcellona

Percorso 1 Percorso 2 Percorso 3 Percorso 4 Percorso 5
Percorso 5
Distanza 525 km
Tappe 7
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Il percorso nel dettaglio

Inizia a Figueres, esplorando l’universo geniale e surreale di Salvador Dalí. Scendi lungo la magnifica Costa Brava e passeggia senza fretta tra gli incantevoli e antichi borghi medievali di Girona.

Addentrati nelle rigogliose foreste del Montseny e lasciati conquistare dall’incredibile architettura modernista di Barcellona. Qui concluderai la tua avventura tuffandoti nel Mar Mediterraneo.

Video del percorso in auto
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TAPPA 1

L'Empordà di Dalí

Figueres Pals 128 km

Tra Figueres, Cap de Creus, Cadaqués e Empúries, questa tappa ti accompagna nell’universo di Dalí tra arte, mare, storia e paesaggi dell’Empordà.

Dalí a Figueres

La giornata inizia a Figueres, nel segno pieno di Salvador Dalí. Tra la chiesa di Sant Pere, il Teatro-Museo Dalí, il Museu del Joguet e la Collezione di gioielli Dalí, la città ti accompagna dentro l’universo del pittore passando dall’infanzia alle illusioni ottiche, fino ai suoi raffinati bozzetti di gioielleria. È un inizio di tappa che ha subito una forte identità e che aiuta a entrare nell’Empordà attraverso uno dei suoi immaginari più riconoscibili.

Sant Pere e Cadaqués

Questa parte della tappa tiene insieme molto bene paesaggio, vino e arte. Prima ci sono i vigneti della DO Empordà e il monastero di Sant Pere de Rodes, con la sua posizione dominante e la visita tra chiesa, chiostri e cantina. Poi la strada attraversa il Cap de Creus e cambia completamente tono: il Mediterraneo si apre, arrivano Portlligat e Cadaqués, con le loro case bianche e l’aria da villaggio sospeso tra mare e pittura. È uno di quei tratti in cui lo scenario fa davvero una parte importante del racconto.

Empúries e L’Escala

Questa parte finale della tappa ha il pregio di passare dalla storia antica a quella del lavoro sul mare senza mai spezzare il ritmo. Alle Rovine di Empúries, tra spiaggia e pietra, il mondo greco e romano torna vicino anche attraverso il racconto del vino e dei commerci. Poi arrivi a L’Escala, dove il Museo dell’Acciuga e del Sale ti porta dentro una memoria più concreta, fatta di conservazione, fatica e prosperità. E quando assaggi le celebri acciughe del paese, il territorio smette di essere solo racconto e diventa esperienza piena

TAPPA 2

Un viaggio nel medioevo

Pals Tossa de Mar 72 km

Da Peratallada a Pals, fino a Palamós, il viaggio attraversa villaggi di pietra, campagne dell’Empordà e tradizioni gastronomiche che sanno di terra e di mare.

Borghi dell’Empordanet

La giornata si apre nell’Empordà interno, dove il paesaggio cambia subito ritmo rispetto alla costa. Dopo una colazione a Peratallada, il viaggio prosegue tra i borghi medievali dell’Empordanet anche in bicicletta, attraversando luoghi come Ullastret, Canapost, La Bisbal d’Empordà e Pals. Tra mura, pietra antica e strade tranquille, questa parte della tappa mette bene a fuoco uno dei volti più riconoscibili dell’entroterra catalano: raccolto, elegante e pieno di identità.

Le mele dell’Empordà

Nelle terre delle Mele di Girona IGP, il viaggio si arricchisce di un altro sapore molto legato al territorio. A Palau Sator puoi fermarti in un negozio di sidro e scoprire come la mela qui diventi non solo bevanda, ma anche succo, marmellata e aceto. Poi il percorso si avvicina di nuovo alla costa, verso le insenature di Begur e i paesaggi cari a Josep Pla, che rivivono tra Palafrugell e Calella de Palafrugell. È una parte di tappa che tiene insieme frutteti, letteratura e Mediterraneo con grande naturalezza.

Cucina di Palamós

A Palamós il viaggio entra in cucina e cambia ancora tono. All’Espai del Peix (Spazio del Pesce) partecipi a un laboratorio dedicato alla tradizione della “cucina da barca”, nata tra i pescatori e costruita intorno al pesce locale. Tra i piatti preparati spicca l’incontro tra il riso di Pals e i celebri gamberi di Palamós, in una lezione che è insieme gastronomica e culturale. Poi il porto, le aste del pesce e la visita alla bodega Brugarol, firmata dallo studio RCR, completano una tappa piena di gusto e carattere.

TAPPA 3

Lungo la Costa Brava

Tossa de Mar Hostalets d'en Bas 90 km

Da Tossa de Mar a Girona, fino alla quiete di Hostalets d’en Bas, il viaggio alterna mura sul mare, giardini spettacolari, gusto locale e strade verso La Garrotxa.

Tossa e Vila Vella

La giornata inizia a Tossa de Mar, dove basta un caffè con vista dalle mura per capire il tono della tappa. Il quartiere dei pescatori di Sa Roqueta, l’accesso di El Portal e la Vila Vella costituiscono uno dei paesaggi urbani più suggestivi della Costa Brava. La visita si completa con il museo comunale, dove compare anche un’opera di Marc Chagall. Poi il mare torna protagonista lungo il Camí de Ronda verso Cala Giverola, con il belvedere di Sant Jaume affacciato su scogliere e castello.

Giardini e sapori

Lasciata la costa, la giornata si arricchisce di due soste molto diverse ma complementari. Prima ci sono i Giardini di Santa Clotilde a Lloret de Mar e il giardino botanico Marimurtra a Blanes, entrambi affacciati sul mare e perfetti per leggere la Costa Brava da un’altra prospettiva. Poi si entra a Girona, dove il viaggio prende la forma di un tour gastronomico tra Cattedrale, Call Jueu, case sull’Onyar e assaggi come xuixo, bunyols, formaggi, fideuà e gelato firmato dai fratelli Roca.

Verso La Garrotxa

Dopo Girona, il viaggio lascia il mare e punta verso l’interno, entrando nella Garrotxa, terra di vulcani e paesaggi lavici. Per chi ama il golf, lungo il percorso c’è anche il PGA Catalunya Resort, ma il vero cambio di tono arriva più avanti, quando la strada si fa più tranquilla e porta verso Hostalets d’en Bas. Questo piccolo borgo della Vall d’en Bas chiude la giornata con una calma molto diversa dalla costa, in un territorio che segna la nascita del fiume Fluvià e prepara bene alla tappa successiva.

TAPPA 4

Escursione al Montseny

Hostalets d'en Bas Viladrau 75 km

Da Rupit a Vic, fino ai boschi del Montseny, il viaggio attraversa paesi di pietra, storie industriali, salumi celebri e paesaggi che invitano a camminare.

Rupit e Collsacabra

Ci sono borghi che sembrano nati dalla roccia su cui si appoggiano, e Rupit è uno di questi. Nel cuore del Collsacabra, tra rupi, corsi d’acqua e salti di quota, il paese conserva una presenza molto forte senza mai perdere misura. Le case in pietra, la guida che racconta la storia del vecchio castello e il paesaggio che lo protegge da ogni lato fanno funzionare bene questo inizio di giornata. È una tappa che riporta subito il viaggio a un contatto più diretto con l’interno della Catalunya.

Il fiume Ter

Il Ter in questa tappa non è solo un fiume: è quasi un filo narrativo. Prima accompagna il paesaggio, con la deviazione verso Tavertet e le sue viste spettacolari sul bacino di Sau; poi diventa la chiave per leggere Manlleu, città cresciuta proprio grazie all’acqua e all’industria. Il tour teatralizzato, con il racconto degli “Spiriti del Ter”, restituisce bene il peso che le colonie industriali hanno avuto nella storia della Catalunya. È un passaggio molto riuscito, perché cambia argomento senza perdere profondità.

Vic e Montseny

La sosta a Vic mette insieme due elementi che qui convivono benissimo: patrimonio e gastronomia. La Plaça Major, il Tempio Romano, la cattedrale e le tracce del quartiere ebraico danno subito spessore alla visita, ma è nell’essiccatoio storico che la città rivela uno dei suoi simboli più forti: la llonganissa e il fuet. Più tardi, a Viladrau, l’Espai Montseny introduce un altro immaginario, fatto di streghe, banditi e boschi, prima della passeggiata nella Riserva della Biosfera del Montseny.

TAPPA 5

Il Maresme Modernista

Viladrau Barcellona 154 km

Tra il mare del Maresme, il Modernismo delle cittadine costiere e i vini di Alella, questa tappa accompagna il viaggio verso Barcellona tra architettura e luce mediterranea.

Verso il Maresme

La giornata scende dai monti verso il Maresme, e il cambio di atmosfera si sente subito. Dal faro di Calella lo sguardo segue la linea della costa che accompagnerà la tappa, poi il viaggio inizia davvero a Sant Pol de Mar, uno dei borghi marinari della comarca. Qui basta camminare fino alla spiaggia di Les Escaletes, sedersi sulla sabbia e lasciare che il tempo rallenti. È un inizio semplice ma molto riuscito, perché dopo i boschi e l’interno riporta il percorso al mare con naturalezza e senza forzature.

Modernismo sul mare

Il Maresme ha un suo modo di raccontare il Modernismo: meno compatto di Barcellona, ma disseminato lungo la costa in luoghi che sorprendono uno dopo l’altro. A Canet de Mar, la casa di Domènech i Montaner apre il discorso nel modo migliore; ad Arenys de Mar, tra porto, aste del pesce e cimitero di Sinera, il paesaggio cambia ma non perde spessore; poi Mataró chiude il triangolo con Coll i Regàs e il Nau Gaudí. È una parte di tappa molto ricca, ma costruita bene, perché alterna cultura, mare e architettura senza mai saturare.

Vini di Alella

Ad Alella il viaggio rallenta ancora una volta, e lo fa nel modo giusto. Prima di arrivare a Barcellona, i piccoli vigneti vista mare riportano l’attenzione su una dimensione più raccolta, quasi sospesa tra costa e collina. In cantina, il Cava rosé naturale servito con le fragole di Vallalta dà subito il tono della sosta, ma c’è anche un dettaglio che la rende ancora più interessante: qui si producono vini già noti in epoca romana. È una chiusura elegante, molto territoriale, che accompagna bene il passaggio verso la città finale del percorso.

TAPPA 6

Un appuntamento con Gaudí

Barcellona

Questa tappa entra nel cuore creativo di Barcellona: prima il Modernismo, poi il trencadís, la cucina catalana e infine il Born, tra pietra, libri e tapes.

Modernismo a Barcellona

Barcellona mostra chiaramente la sua identità nei dettagli del Modernismo. La giornata si apre tra edifici che non smettono di sorprendere: Casa Batlló, La Pedrera, Casa Vicens, il Recinte Sant Pau, il Palau de la Música. Ma il punto non è solo vedere luoghi celebri: è capire come questo linguaggio abbia cambiato il volto della città. Tra curve, materiali e facciate che sembrano vive, la tappa entra subito in un’immaginazione precisa e molto barcellonese.

Trencadís e cucina

Questa parte della tappa funziona bene perché porta il Modernismo fuori dalla sola osservazione. Prima c’è il laboratorio di trencadís, dove con frammenti di ceramica e vetro provi a capire da vicino una delle tecniche più iconiche di questo stile. Poi il ritmo cambia ma resta creativo: in un edificio modernista del Passeig de Gràcia ti metti ai fornelli per preparare due classici della cucina catalana, l’esqueixada e la crema catalana.

Il Born letterario

La chiusura della giornata passa dalle storie. Tra i percorsi letterari proposti, scegliere quello legato a La Cattedrale del Mare significa entrare nel Born seguendo una trama che si intreccia bene con il quartiere stesso. La visita a Santa María del Mar dà alla passeggiata un punto focale, ma è l’intero contesto a renderla speciale: le strade, l’atmosfera, il senso di una città che si lascia leggere anche attraverso i romanzi. E quando il percorso finisce tra tapes e vino, il passaggio dalla letteratura alla vita reale viene quasi naturale.

TAPPA 7

Il mare di Barcellona

Barcellona

Questa tappa finale riporta tutto al mare: La Barceloneta, i mercati, i pescatori e il Mediterraneo costruiscono una Barcellona concreta, luminosa e molto diversa da quella dei monumenti.

Alba a La Barceloneta

Il modo migliore per chiudere questo percorso è forse ricominciare da qualcosa di essenziale: il mare. All’alba, Barcellona cambia tono e si lascia leggere in modo diverso, tra il passo leggero sul lungomare e la transizione naturale dalla Barceloneta più popolare al fronte marittimo contemporaneo. Qui convivono tapes bar, rumba catalana, architetture nuove e spiagge ancora quasi vuote. È un inizio di giornata che non ha bisogno di grandi effetti, perché lavora su una cosa più sottile ma fortissima: il rapporto diretto tra la città e il Mediterraneo.

Mercato e pescatori

Il mare, qui, entra in città attraverso il cibo. Con i cestini di palma acquistati nel Born, vai al mercato insieme alla guida e impari a scegliere i prodotti più freschi per il laboratorio di cucina che seguirà. Poi tutto prende forma ai fornelli, fino a una paella di pesce che non resta solo ricetta, ma diventa esperienza completa. La visita alla Confraria de Pescadors de Barcelona (Confraternita dei Pescatori di Barcellona) e all’asta aggiunge l’ultimo tassello: vedere i pescherecci rientrare in porto aiuta a capire quanto la pesca sia ancora viva nella Barceloneta e nella cucina della città.

Tramonto in catamarano

Dopo i mercati, i pescatori e la cucina, il viaggio si concede un ultimo gesto che rimette tutto nella giusta prospettiva: uscire in mare. Sul catamarano, appena lasci il porto di Barcellona, la città resta vicina ma cambia distanza. Le vele si aprono, i motori si fermano e per un momento sembra che tutto rallenti davvero. Poi arriva il bagno nel Mediterraneo, seguito da frutta fresca e un bicchiere di Cava mentre il sole tramonta dietro Collserola.