Le Falles dei Pirenei: il rito del fuoco in Catalogna
Immagina il silenzio della notte sui Pirenei interrotto solo dal crepitio del legno che brucia. Poi, all’improvviso, un serpente di fuoco inizia a percorrere il suo cammino in discesa, partendo dall’alto della montagna e allungandosi in curve sinuose fino ai piccoli borghi a valle. È uno spettacolo unico che puoi vedere nelle valli dei Pirenei: le Falles sono le feste del fuoco che celebrano il solstizio d’estate in Catalogna.
Che cosa sono le falles
Le falles sono torce realizzate artigianalmente con legno di pino resinoso. Il rito segue uno schema immutabile: i giovani del villaggio salgono verso un punto elevato della montagna dove viene acceso un grande falò e, con quel fuoco, ognuno accende la propria torcia. Inizia così la discesa: una processione di fuoco che termina nella piazza del paese, dove le falles vengono accumulate per creare un unico enorme falò collettivo tra canti e balli tradizionali.
«A fine maggio andiamo nel bosco a cercare i rami caduti di pino nero e li lavoriamo in modo che la resina al loro interno possa prendere fuoco» spiega Roc Subirà, guida del Parco nazionale Aigüestortes i Estany de Sant Maurici, un puzzle di fiumi, cascate e più di 200 laghi che si estende tra le comarche dell’Alta Ribagorça e del Pallars Sobirà. «La notte più di cento persone salgono in cima alla montagna e scendono in fila indiana portando i tizzoni accesi sulle spalle. Da giù l’impressione è vedere un serpente di fuoco che si muove a curve e che, una volta arrivato in paese, si avvolge in cerchi concentrici al ritmo di musica. Il calore delle falles sulla schiena, il peso e il fumo negli occhi spariscono quando senti le campane che iniziano a suonare per accoglierti». La tradizione è quella delle feste pagane per celebrare il solstizio d’estate, ogni villaggio di montagna organizza le feste in giugno e in luglio come rito di purificazione e per scacciare gli spiriti maligni.
Dove vedere le feste in estate

La catena montuosa dei Pirenei ospita decine di valli che per secoli hanno vissuto in condizioni di quasi totale isolamento a causa delle difficili vie di comunicazione. Ma queste feste le uniscono e sono state dichiarate Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco.
Più di 60 paesi dell’Aragona, della Catalogna, di Andorra e del sud della Francia celebrano riti legati al fuoco quando arriva il solstizio d’estate. Un periodo di cambiamenti naturali, un momento per onorare il sole, che il cristianesimo ha integrato nella festa di Sant Joan (nella notte tra il 23 e il 24 giugno).
Le comarche di Alta Ribagorça, Berguedà, Pallars Jussà, Pallars Sobirá e Val d’Aran si dedicano con grande entusiasmo alle diverse tradizioni legate al solstizio d’estate. In totale, una ventina di località mantengono rituali in cui il fuoco è il protagonista.
Nella Vall de Boí, famosa per le sue splendide chiese romaniche, le falles sono particolarmente scenografiche. Villaggi come Taüll, Erill la Vall o Boí si trasformano, i portatori delle torce scendono dai sentieri di montagna con il fuoco che purifica i campi e scaccia gli spiriti maligni. Vedere le torce arrivare ai piedi dei campanili dell’XI secolo è un’esperienza che unisce storia dell’arte e tradizioni precristiane.
In Val d’Aran, nella piazza principale di Les, un enorme tronco di abete (l’Haro), alto circa 12 metri, viene messo ad essiccare durante la festa di San Pietro (29 giugno) per essere dato alle fiamme l’anno successivo (il 23 giugno). Attorno si danza e si celebrano i riti della fertilità. Sempre il 23 giugno ad Arties il tronco infuocato viene posto alle porte del paese e trascinato per le strade fino a notte fonda, con la gente che salta da una parte e dall’altra in un’esplosione di adrenalina e partecipazione collettiva.
Dove vedere le feste in inverno

In luoghi come Bagà e Sant Julià de Cerdanyola, la celebrazione ha luogo in occasione del solstizio d’inverno.
A Bagà, al tramonto, un gruppo di portatori sale sulla montagna (il Siti), dove accende il falò che alimenterà tutte le falles della festa. Al calar della notte si porta il fuoco in paese con torce realizzate con un’erba che cresce abbondante in quella zona e viene lasciata essiccare dall’inizio del mese. Giunti in paese il fuoco percorre le strade fino alla piazza Porxada, dove si svolgono giochi con il fuoco e una danza al suono di questo canto: “Fia-Faia, Nostre Senyor ha nascut a la paia” (Fia-Faia, Nostro Signore è nato tra la paglia).
A Sant Julià de Cerdanyola, la festa inizia al tramonto del 24 dicembre, quando, al suono delle campane, i partecipanti si radunano in piazza. È buio e il cielo è illuminato solo dalle falles e dalle scintille che lanciano quando vengono fatte ruotare mentre si canta. Poi tutti saltano sulle ceneri come simbolo di rinnovamento e purificazione.
La tradizione in realtà aumentata

Il Centro del Romanico di Erill la Vall regala un’esperienza originale. Indossati i visori della realtà virtuale si viene catapultati di fronte agli architetti e ai carpentieri che lavoravano alle chiese romaniche della Vall de Boí, tra case tradizionali e villaggi dove si vedono da vicino proprio le celebrazioni delle Falles (centreromanic.com).
Si dice che le tradizioni continuino a vivere solo se vengono celebrate anno dopo anno dalla stessa gente del posto come un evento proprio e non semplicemente come un retaggio del passato. È proprio questo il caso delle Falles che accendono gli animi degli abitanti di queste valli e dei visitatori che vanno ad ammirarle.


