Arte e Cultura
Paisatges perduts: Barcellona racconta il patrimonio che scompare
Fotografie, dibattiti e passeggiate nei quartieri raccontano i paesaggi urbani scomparsi e il patrimonio fragile di Barcellona.
Una città cambia continuamente, ma non tutto ciò che scompare viene sostituito senza conseguenze. Edifici, giardini, tracciati storici, architetture rurali e piccoli elementi del paesaggio urbano possono svanire lentamente, lasciando dietro di sé vuoti che modificano l’identità dei quartieri e il modo in cui vengono vissuti.
Dal 1° al 31 ottobre 2026, il Centre Cívic Pati Llimona di Barcellona ospita Paisatges perduts, un progetto di Dolors Canudas, Mariano Serrano e della Federació d’Associacions Veïnals de Barcelona (FAVB) dedicato alla perdita del patrimonio architettonico e urbanistico della città. L’inaugurazione è prevista il 30 settembre alle 18:30, nella Sala Foyer al primo piano. L’iniziativa fa parte del programma di Barcelona 2026 Capital Mundial de l’Arquitectura.
Quando il paesaggio urbano perde la propria memoria
Il punto di partenza di Paisatges perduts è una domanda molto concreta: come può Barcelona continuare a crescere senza cancellare le tracce che raccontano la storia dei suoi quartieri?
Il progetto porta l’attenzione non soltanto sugli edifici di particolare valore, ma anche sulle trame dell’architettura tradizionale e rurale, sugli spazi verdi, sui percorsi e su quei paesaggi urbani che spesso scompaiono senza entrare nei grandi racconti della trasformazione della città. La fotografia diventa così uno strumento per documentare ciò che rischia di essere dimenticato e per riflettere sul rapporto tra sviluppo urbano, patrimonio e identità.
Un mese di fotografie, incontri e passeggiate
Paisatges perduts non è soltanto un’esposizione. Durante tutto il mese di ottobre il progetto si sviluppa attraverso tavole rotonde ogni mercoledì e passeggiate mattutine nei fine settimana, pensate per osservare direttamente i quartieri e riconoscere gli elementi che ne costruiscono il carattere.
Il confronto tra immagini, discussioni pubbliche e percorsi sul territorio permette di affrontare la questione del patrimonio da prospettive diverse. Non si tratta solo di conservare edifici, ma di comprendere quali elementi rendano riconoscibile un luogo e quale equilibrio sia possibile trovare tra trasformazione, necessità contemporanee e memoria collettiva.
Barcellona cambia, ma i quartieri conservano la loro identità
Inserito nel programma della Capital Mundial de l’Arquitectura 2026, il progetto introduce nel dibattito sull’architettura uno sguardo che parte direttamente dai quartieri. La città viene osservata non soltanto attraverso i grandi interventi urbanistici, ma anche attraverso ciò che rischia di essere perso durante il processo di trasformazione.
Passeggiare per Barcellona con questa prospettiva significa imparare a riconoscere dettagli che normalmente passano inosservati: una costruzione sopravvissuta tra edifici più recenti, una trama urbana ancora leggibile, un giardino o un percorso che conserva la memoria di un altro modo di vivere la città. Paisatges perduts invita proprio a questo: osservare ciò che resta per comprendere meglio ciò che Barcelona sta diventando.