Viaggio slow tra vigneti a perdita d’occhio e ulivi millenari in Catalogna
Per capire davvero un Paese bisogna assaggiarlo. Ma non seduti al tavolo di un ristorante, bensì sporcandosi le scarpe con la terra rossa, camminando tra i filari allineati delle vigne o raccogliendo le olive assieme ai produttori locali che gestiscono i frantoi da generazioni. Tra le bollicine del Cava e il sapore fruttato dell’olio di oliva Arbequina, vi accompagniamo in un viaggio slow, dove si fa sosta tra feste patronali, nelle cantine d’autore e nelle masias all’aperto.
Sulle note del Cava: l’effervescenza del Penedès
A meno di un’ora d’auto da Barcellona, il paesaggio si apre in una distesa infinita di dolci colline ricoperte di vigneti. Siamo nel Penedès, la culla del Cava, l’eccellente spumante catalano. Qui, viticoltura e arte sono strettamente legate e si traducono nelle Cattedrali del Vino, spettacolari cantine in stile Modernista progettate da discepoli di Antoni Gaudí (come Cèsar Martinell, per esempio).

La cattedrale del vino: l’esempio più straordinario di questa architettura è rappresentato dalle Cavas Codorníu a Sant Sadurní d’Anoia. Progettate dal celebre architetto modernista Josep Puig i Cadafalch, hanno navate monumentali con volte di mattoni e archi maestosi che ricordano un tempio sacro, costruito per custodire il vino. Sotto la struttura, un labirinto di 30 chilometri di gallerie sotterranee su cinque livelli accoglie i visitatori per un viaggio nel tempo a bordo di un trenino elettrico, tra profumo di lieviti e bottiglie che riposano al buio. In più, le cantine espongono una serie di opere di artisti internazionali.

Tour in e-bike tra i filari: Percorrere i sentieri del Penedès su due ruote, fermandosi per un pic-nic tra le vigne con prodotti biologici a km 0 è una delle esperienze da fare qui. I tour partono solitamente dai centri principali come Vilafranca del Penedès o Sant Sadurní d’Anoia (comodamente raggiungibili in treno da Barcellona). Si pedala lungo una rete di sentieri segnalati che si snodano tra vigneti, vecchie masserie di pietra (masies), piccoli borghi medioevali e uliveti. Le guide locali (spesso agronomi o sommelier) si fermano lungo il tragitto per spiegare i diversi vitigni (Xarel·lo, Macabeu e Parellada) e l’importanza dell’agricoltura biologica che nel Penedès è una realtà. Il pic nic prevede i prodotti catalani: formaggi artigianali come il Formatge de Garrotxa, salumi (fuet e longanissa), il classico pa amb tomàquet (pane con pomodoro e olio extravergine). Bikemotions noleggia e-bike e fornisce l’itinerario che ti porta tra i vigneti fino a una cantina partner (www.bikemotions.es).
Crea il tuo Cava: in alcune cantine è possibile partecipare a workshop per sboccare la propria bottiglia, personalizzarla con il proprio dosaggio e portarla a casa come pezzo unico. ArtCava ad Avinyonet del Penedès è una cantina del 1730 gestita da giovani viticoltori. Propone il laboratorio Crea il tuo Cava. Portano i visitatori in cantina, spiegano il metodo classico, fanno fare la sboccatura manuale della bottiglia, scegliere il dosaggio, tapparla con il sughero, mettere la gabbietta e incollare l’etichetta personalizzata.

L’appuntamento da segnare: a settembre, il Penedès celebra la Festa de la Verema. Le cantine aprono le porte di notte per concerti sotto le stelle, pigiatura tradizionale dell’uva con i piedi e degustazioni di mosto fresco appena spremuto.
Priorat: la viticoltura eroica tra le rocce di ardesia
Spostandosi verso sud, il paesaggio cambia drasticamente. Le colline morbide lasciano il posto alle montagne aspre e scoscese del Priorat. Qui si pratica la viticoltura eroica: i vigneti crescono su terrazzamenti ripidissimi con pendenze che superano il 30%, su un terreno unico composto da frammenti di ardesia scura e lucida. I vini rossi del Priorat, potenti, minerali e intensi, sono famosi nel mondo.

La Cartoixa d’Escaladei è il cuore storico di tutta la regione. Fondato nel XII secolo, fu il primo monastero certosino della penisola iberica. Furono proprio i monaci a capire il potenziale di queste terre e a introdurre la coltivazione della vite nel 1263. Oggi le rovine del monastero sono un sito archeologico protetto, adagiato ai piedi delle spettacolari pareti rocciose del Montsant. Poco distante si può fare una degustazione nella cantina storica Cellers de Scala Dei. Questa cantina utilizza ancora parte delle strutture originarie dei monaci (risalenti al XVII secolo) per l’invecchiamento dei vini.

Vino e astroturismo: il cielo del Priorat (Parco Naturale del Montsant) è certificato per la sua straordinaria oscurità. Molte cantine propongono serate speciali che abbinano l’osservazione della Via Lattea con telescopi professionali alla degustazione dei vini del territorio. Agenzie locali specializzate in ecoturismo come El Brogit collaborano con astronomi e cantine della zona (come Buil & Giné a Gratallops o piccole realtà locali) per creare serate a tema.
Le vie dell’olio nelle Terres de Lleida e de l’Ebre
La Catalogna non è solo terra di grandi vini, ma è anche la culla di un olio extravergine d’oliva di altissima qualità celebrato a livello internazionale. Con ben cinque denominazioni di origine protetta (dop), questo territorio produce alcune delle selezioni di olio più pregiate del Mediterraneo. La varietà di oliva regina in Catalogna è l’Arbequina, che produce un olio fruttato, dolce e aromatico, perfetto per esaltare i sapori della cucina mediterranea.
Nelle Terres de Lleida (lungo la via dell’olio di Les Garrigues) e nelle calde terre meridionali delle Terres de l’Ebre, si estendono uliveti monumentali dove alcuni alberi superano i mille anni di età.
Oleoturismo e raccolta tradizionale: durante i mesi autunnali e invernali (da novembre a gennaio), i frantoi e le fattorie aprono le porte ai visitatori per far vivere la raccolta delle olive. Potrete raccogliere le olive a mano con i metodi tradizionali, portarle al mulino per assistere alla spremitura a freddo e fare colazione all’aperto a base di fette di pane grigliato strofinate con aglio e bagnate con l’olio appena spremuto.

Le Cattedrali del vino e dell’olio nelle Terre dell’Ebro: proprio come per il vino, la Catalogna vanta magnifici frantoi storici progettati in stile modernista. Uno dei più spettacolari è la cooperativa di Pinell de Brai nelle Terres de l’Ebre, nota come la vera Cattedrale del vino e dell’olio, dove l’architettura monumentale si fonde con giganteschi tini di pietra e decorazioni di ceramica che celebrano la terra rurale.
L’appuntamento da non perdere: a novembre si tiene la Fira de l’Oli Verd a Maials, a gennaio a Les Borges Blanques (Lleida). Sono appuntamenti dove è possibile acquistare le prime spremiture dell’anno direttamente dai produttori, tra balli tradizionali, mercatini artigianali e degustazioni pubbliche.
Empordà: dove le vigne respirano la brezza marina

All’estremo nord-est della Catalogna, dove i Pirenei si tuffano nel Mediterraneo, si estende l’Empordà, una terra dominata da una natura selvaggia e dalla Tramontana, il forte vento del nord che asciuga le vigne e dona ai vini una spiccata sapidità (soprattutto ai bianchi a base di Garnacha Blanca e ai rossi liquorosi come il Moscatell). Qui l’olio convive da secoli con i vigneti che si affacciano sulla Costa Brava. La cantina Celler Espelt de Vilajuïga si trova in una posizione privilegiata, stretta tra i parchi naturali di Cap de Creus e dell’Albera. Propone una visita con degustazione che parte dai vigneti per spiegare il loro progetto di viticoltura biologica e tutela della biodiversità, prosegue all’interno della cantina e si conclude con la degustazione dei loro vini più rappresentativi prodotti con vitigni autoctoni, come il Lledoner e la Carinyena.


